Vacanze: attenzione ai farmaci in valigia, dall'India al Giappone rischio multe e carcere
Niente rimedi "comuni" contro il raffreddore in Giappone, solo medicinali con prescrizione medica in Cina. Non tutti i farmaci si possono portare impunemente in valigia, il rischio è di infrangere le leggi locali, con conseguenze anche molto gravi. A lanciare l'allerta è il Foreign and Commonwealth Office (Fco): bisogna sempre verificare che, nel Paese dove ci si reca, alcune medicine comunemente prescritte non rientrino negli elenchi dei « farmaci controllati».
Alcuni esempi: nella terra del Sol Levante, ad esempio, alcuni rimedi contro il raffreddore sono vietati, mentre a Singapore determinati sonniferi richiedono una licenza particolare. Il mancato rispetto delle norme può comportare l'arresto, un'ammenda o la reclusione in molti Paesi, tra cui la Grecia e gli Emirati Arabi Uniti, avverte appunto il Fco. Secondo un'indagine condotta su 2.000 adulti nel Regno Unito, riporta la Bbc News on line, solo il 33% chiederebbe consigli sulle regole relative ai farmaci prima di partire. Ma quasi la metà della popolazione britannica utilizza medicinali, il che significa che circa 21 milioni di persone potrebbero rischiare di incontrare difficoltà, solo fra i viaggiatori inglesi. I farmaci contenenti pseudoefedrina, che si trova in prodotti da banco per il raffreddore, sono appunto vietati in Giappone. Mentre in Qatar molti farmaci di autocura devono essere invece sempre accompagnati da una prescrizione medica. Anche diazepam, tramadol, codeina e un certo numero di altri farmaci comunemente prescritti sono prodotti "controllati"
In Costa Rica e in Cina si richiede ai visitatori di portare la ricetta del medico con le cure prescritte. Nel primo caso, sono ammesse solo le pillole sufficienti per la durata del soggiorno, con appunto una nota del medico per confermare che si tratta della giusta quantità. In Indonesia, molti farmaci da prescrizione come codeina, sonniferi e trattamenti per l'Adhd sono illegali. Anche India, Pakistan e Turchia hanno una lista di farmaci non ammessi. Il Fco raccomanda dunque di contattare l'ambasciata, l'alta commissione o il consolato del Paese in cui si reca per un consiglio sullo stato legale di determinati farmaci. 
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