Endurance trail, in Val d'Aosta la sfida più dura: il Tor des Géants
di Ettore Pettinaroli
Concorrenti verso il Colle di Champillon
Saranno 700 i temerari, provenienti da 25 Paesi, che domenica 8 settembre partiranno da Courmayeur per la più grande sfida sui sentieri che si possa immaginare: il Tor des Géants (www.tordesgeants.it). Il menu prevede 330 km di marcia lungo i sentieri della Val d’Aosta, con un dislivello complessivo di 24mila metri. Come se non bastasse, occorre fare in fretta. Il tempo massimo è di appena 150 ore, poco più di sei giorni. I concorrenti dovranno camminare di buona lena di giorno e di notte, potendo contare solo sulle proprie forze, sull’assistenza dei 1500 volontari disseminati sul percorso e su un’organizzazione capillare e ormai ben rodata per affrontare qualunque evenienza.



Una sfida impossibile? No. Nelle prime tre edizioni i finisher sono stati il 60% dei partenti. Campioni (pochi) a parte, si tratta di gente comune, sostenuta da un adeguato allenamento ma soprattutto da grandissima forza di volontà e capacità di superare i propri limiti. Passo dopo passo, varcando colli a oltre 3000 metri di quota, affrontando le bizze del meteo, vincendo le insidie del sonno.



Recarsi lungo i sentieri valdostani per assistere allo spettacolo è diventato un must per tutti gli amanti della montagna. Il «Mal di Tor», il virus che contagia i concorrenti i quali appena tagliato il traguardo si prenotano per l’anno successivo, colpisce anche il pubblico. Nessuno vuole mancare e chi ha già vissuto l’esperienza è inevitabilmente destinato a ritornare l’anno dopo. La sfida estrema affascina ed emoziona, calamita gli appassionati che si disperdono lungo il percorso, tifando e sostenendo allo stesso modo i big che paiono volare anche sui sentieri più scoscesi come quelli che arrancano in lotta con il tempo massimo.



Lo «stadio», d’altronde è di quelli d’eccezione: i parchi della Val d’Aosta, i leggendari quattromila che fanno da corona al percorso, gli alpeggi e i villaggi segreti spesso lontani dai percorsi più frequentati nel resto dell’anno, le decine di laghetti d’alta quota. Scegliere dove appostarsi è difficile, conviene prendersi qualche giorno di vacanza e spostarsi da una valle all’altra, mattino dopo mattino, notte dopo notte. Si ritrovano gli stessi volti – magari più segnati dalla fatica – e si scoprono luoghi spesso inediti e proprio per questo più affascinanti. Comodi, in proposito, i pacchetti organizzati da operatori locali che si occupano anche dei trasferimenti da una valle all’altra (http://www.lovevda.it/turismo/pacchetti_vacanza/trekking_i.asp?ricid=350)



Da non perdere, in ogni caso, il sentiero che da La Thuile sale al Rifugio Deffeyes (http://www.rifugiodeffeyes.it): è la seconda salita del percorso e il gruppo non ancora definitivamente sgranato la affronta nel pomeriggio della domenica. Ogni anno sono molte migliaia gli spettatori in questo tratto che fanno da ala ai concorrenti, come succede sulle grandi salite del Giro d’Italia, armati di campanacci, striscioni e generi di conforto.



La salita da Eaux Rousses (in Valsavarenche) al Col Loson, che con i suoi 3300 metri di quota è il punto più alto del Tor, si sviluppa tra praterie popolate da decine di stambecchi che, ormai abituati alla convivenza con l’uomo grazie alla tutela del Parco Nazionale del Gran Paradiso, sembrano mettersi in posa per le foto ricordo con i concorrenti (che l'affronteranno per tutta la giornata di lunedì 9) spesso stupefatti.



Molto suggestivo il tratto (in discesa per i corridori che vi transiteranno nel pomeriggio e nella notte di lunedì) tra il Colle della Fenetre de Champorcher e Chardonney, con lo spettacolare Lago del Miserin, il Rifugio Dondena (http://www.rifugidellarosa.it) ricavato da una ex casa di caccia dei Savoia e il sentiero che costeggia il torrente tra ponti e cascate poco a monte di Champorcher.



Il Rifugio Coda (http://www.caibiella.it/rifugio_coda_.html), tra Sassa e il Parco Regionale del Monte Mars, è posto esattamente a metà percorso. Da lassù si vede gran parte della Pianura Padana ma i concorrenti (che lo raggiungeranno per tutta la giornata e la notte di martedì) non si soffermano troppo sul panorama. Il sentiero, infatti, piega verso Nord e affronta uno dei tratti più selvaggi e tormentati della gara. Dopo il romantico Lago di Vargno e la stretta forcella della Crenna dou Lui si approda a Niel, borgo-gioiello della Valle d’Aosta portato alla ribalta proprio dal Tor.



Il grosso del gruppo passerà al Rifugio Letey-Champillon (http://www.rifugiochampillon.it) e dal sovrastante Col de Champillon tra giovedì e venerdì pomeriggio. Da qui manca solo una quarantina di chilometri all’arrivo, per tutti le energie saranno ridotte al lumicino. Il sostegno del pubblico sarà particolarmente gradito, dunque. Collocato in alta Valpelline, il rifugio è posto in una conca da cui si gode un grandioso panorama sul Gran Combin e sui ghiacciai che lo circondano, mentre dal colle si vede il Monte Bianco.



Da non perdere, naturalmente, l’arrivo dei «Giganti» nel centro di Courmayeur, tra il pomeriggio di mercoledì 11 e le 16 di sabato 14 settembre. Da quest’anno si potranno attendere i concorrenti senza problemi di orario anche allo storico Caffè delle Guide, che per l’occasione rimarrà aperto tutte le notti da mercoledì a venerdì. Domenica 15 sono in programma la sfilata dei finisher e la premiazione di tutti i concorrenti. Sarà festa grande, per atleti e tifosi, tutti ormai irrimediabilmente contagiati dal «Mal di Tor». Felici di esserlo.



I NOSTRI CONSIGLI



Hostellerie du Paradis, loc. Eaux Rousses, Valsavarenche (AO); http://www.hostellerieduparadis.it; da 55 euro al giorno con mezza pensione.



Piccolo tre stelle d'atmosfera nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Organizza escursioni e minicorsi di cucina tradizionale.



La Gruba, loc Niel, Gaby (AO): http://www.lagruba.com; da 50 euro al giorno con mezza pensione.



Fascinoso dortoir ricavato da un'antica casa in pietra ai margini di un villaggio tradizionale. Grande accoglienza, camere di charme e sfizioso ristorante.



Hotel Cré Fornét, loc. Crest, Champoluc (AO), http://www.champoluc.it; 70 euro al giorno con mezza pensione.



Elegante hotel di design con una bella SPA raggiungibile solo a piedi o in cabinovia accanto al villaggio di Crest. Il ristorante panoramico si fregia del marchio Saveurs du Val d'Aoste, che riunisce le eccellenze del territorio valdostano.



Hotel Bouton d'Or , Strada statale 26, n.10, Courmayeur (AO); http://www.hotelboutondor.com; doppia da 100 euro a notte con prima colazione.



Collaudato tre stelle a a due passi dall'isola pedonale di Courmayeur e dall'arrivo del Tor. Squisite colazioni e ampio giardino attrezzato.
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