Moby Dick sull'orlo dello stress: tra i pericoli per i cetacei il rumore dei motori e i sonar
di Stefano Ardito
I giganti del mare nuotano di fronte alle nostre spiagge. Nelle acque del Mar Ligure, del Tirreno e delle Bocche di Bonifacio, tutelate dal Santuario Pelagos, vivono centocinquanta esemplari di balenottera comune, un bestione che può raggiungere i venticinque metri di lunghezza e le ottanta tonnellate di peso.
Le si affianca il capodoglio, il Moby Dick di Hermann Melville, che si ferma a cinquanta tonnellate e a diciotto metri. Dai canyon sottomarini di fronte a Bordighera e a Sanremo, in estate, il bestione sale spesso in superficie, e si lascia fotografare senza problemi da zoologi e turisti.

Se barche e gommoni si avvicinano troppo, il capodoglio esce con la testa dall'acqua e batte la mandibola, o picchia con la coda sulle onde. Se si sente minacciato può saltare fuori dall'acqua. Uno spettacolo impressionante ma innocuo.

LA SITUAZIONE
Il whale-watching, l'osservazione di questi animali, fa pensare a mari lontani. Le isole della Norvegia, Terranova, l'Islanda, la California e il Messico, le acque intorno all'Antartide. Invece i mammiferi marini vivono anche nell'alto Tirreno, nel Mar Ligure, intorno alla Sardegna e alla Corsica.

Il Santuario Pelagos, istituito nel 1999 da Italia, Francia e Principato di Monaco, si estende su 87.000 chilometri quadrati, il 4% del Mediterraneo. A sud est raggiunge la foce del Chiarone, confine tra Lazio e Toscana, a cento chilometri da Roma.
Nel Santuario, istituti di ricerca come l'Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), l'Istituto Tethys, e l'Università di Siena seguono otto specie di cetacei. Oltre alla balenottera comune e al capodoglio l'elenco include il globicefalo, lo zifio, la stenella, il grampio e il delfino comune.

A fare il punto sulla situazione del Santuario, nei giorni scorsi, sono state il presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi, il presidente del Wwf Francia Isabelle Autissier, Giuseppe Di Carlo del Programma Mediterraneo del Wwf e Sabina Airoldi dell'Istituto Tethys. L'incontro si è tenuto sulla nave Palinuro, veliero storico della Marina Militare, reduce da una crociera dedicata a sensibilizzare residenti e bagnanti sulla necessità di tutelare il nostro mare.

I FINANZIAMENTI
«Il Santuario Pelagos è un esempio internazionale di conservazione della biodiversità marina. Ma è ancora un gigante dai piedi d'argilla, al quale i governi della Francia, dell'Italia e del Principato devono dare più poteri e più fondi», spiega Donatella Bianchi. «Nello scorso giugno si è svolta a Livorno la prima conferenza dei Comuni rivieraschi. E' stato un buon passo in avanti», aggiunge Giuseppe Di Carlo. A definire i poteri del Santuario sarà una Conferenza delle parti che si terrà entro la fine dell'anno in Francia.

«Oltre alle 150 balenottere, abbiamo censito 39.000 esemplari di stenella. I dati sulle altre specie saranno pubblicati in autunno», spiega Sabina Airoldi, che da maggio a settembre percorre le acque del Santuario sulla "Pelagos", una barca che ospita ricercatori e appassionati.

GLI SCONTRI
Nel Mediterraneo la caccia alla balena è proibita, ma l'uomo continua a disturbare e a uccidere. Cargo e traghetti possono urtare i cetacei, e il sistema Recept che consente di localizzarli è stato installato su pochissime navi. Capodogli e delfini, che si nutrono di pesci e cefalopodi, assumono i veleni abbandonati nel mare. Le balenottere possono essere soffocate dai rifiuti.

Nel Santuario sono state vietate le gare di motonautica offshore e regolamentate altre attività. Ma c'è ancora molto da fare. «Il problema più serio è il rumore. I cetacei hanno un udito straordinario, emettono ultrasuoni e infrasuoni, comunicano a centinaia di chilometri di distanza», spiega Sabina Airoldi. «I sonar delle navi militari o le esplosioni utilizzate per cercare petrolio li disturbano, e li possono uccidere. Degli esemplari di zifio, terrorizzati da sonar o scoppi, sono saliti in superficie ad alta velocità, e sono stati uccisi da embolie».

L’OSSERVAZIONE
Chi ama i cetacei e li vuole osservare da vicino, oltre che alle crociere dell'Istituto Tethys (www.tethys.org), con partenza da Portosole di Sanremo, può partecipare a quelle organizzate dal Wwf ligure e dall'acquario di Genova (www.acquariodigenova.it).
Altre organizzazioni organizzano uscite di whale-watching da porti francesi come Marsiglia, Beaulieu-sur-Mer, Cassis e Ajaccio. «Sulle barche è sempre presente un biologo, che ordina di allontanarsi quando gli animali sono stressati», conclude Sabina Airoldi. «Se qualcuno porta i suoi clienti a nuotare accanto a delfini e balene dà molto fastidio agli animali, e impedisce loro di nutrirsi».
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